Perché dovremmo conoscere i nostri follower

Perché dovremmo conoscere i nostri follower

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Il social media marketing è diventato imprescindibile per le aziende che vogliono far crescere il proprio business, le piattaforme social, infatti, sono perfette per promuovere prodotti o servizi, raggiungere nuovi clienti e coinvolgerli attraverso le community.

Come in ogni strategia di marketing efficace, prima di investire tempo e denaro, è necessario fare delle analisi preventive ed accurate per determinare quale social network sia più indicato e quali siano i contenuti migliori da utilizzare (video, immagini, stories ecc.).

Per stabilire quale sia il social migliore per la propria attività, è importante conoscere i propri follower: a quale pubblico mi voglio rivolgere? E quali sono i social che utilizzano maggiormente? Non ha senso postare contenuti o investire in adv su una piattaforma se il mio target non la utilizza!

Perché è importante conoscere i nostri follower e come possiamo farlo

Perché una strategia di social media marketing sia efficace è opportuno soffermarsi a conoscere il target di riferimento su ogni piattaforma. La scelta se essere presenti su un social piuttosto che su un altro dev’essere suggerita dall’individuazione di un pubblico compatibile con la propria attività.

Se gestisco una pagina per articoli di abbigliamento da bambini avrò un determinato pubblico; se gestisco un locale per aperitivi ne avrò un altro; se la mia è un’attività di manutenzione impianti per caldaie ne avrò un altro ancora.

Se non conosco a fondo il mio pubblico, rischio di sprecare energie su una comunicazione non in linea con l’utente a cui mi rivolgo.

Per farmi capire dal mio interlocutore devo parlare la stessa lingua, devo proporre soluzioni ai suoi problemi e fornire informazioni interessanti e utili.

Secondo la recente ricerca di Talkwalker “Social Media Trends 2022”, i social network diventeranno sempre più canali di vendita: verranno quindi create soluzioni che permetteranno all’utente l’acquisto diretto. Assisteremo, inoltre, a un crescente numero di influencer che condizionano il comportamento d’acquisto e che cambierà il modo in cui i consumatori interagiscono con i social.

Ma c’è un modo per conoscere chi è il pubblico attivo sul mio canale social aziendale? Qual è il mio pubblico ideale? A chi sto parlando? Quali sono le abitudini digitali degli utenti a cui mi rivolgo? Che sesso hanno o dove abitano?

Queste le domande fondamentali da porsi prima di elaborare un piano editoriale o una campagna social. E, soprattutto, centrali per le cosiddette “sponsorizzate”, le pubblicità attraverso le quali le piattaforme aiutano a far arrivare il messaggio giusto, al pubblico giusto, nel momento giusto.

Ma vediamo nel dettaglio i social network più utilizzati e quale pubblico attirano maggiormente!

Facebook, il social più utilizzato in Italia

Con più di 2,5 miliardi di utenti nel mondo e 31 milioni di utenti in Italia, Facebook si configura come un social generalista, dove trovano spazio contenuti che vanno dall’intrattenimento al business. 

La versatilità di Facebook è data anche dal bacino di utenza che comprende varie fasce d’età. Lo scopo principale è la connessione con parenti, amici, conoscenti, ma anche con i propri brand preferiti e gruppi basati su interessi comuni.

Parliamo, quindi, di una piattaforma con un target ampio, dove veicolare messaggi in tono più personale. È la terza piattaforma più scelta dagli italiani ed è utilizzata, in media, per più di un’ora al giorno.

Ma una volta aperta la pagina come posso scoprire chi sono i miei follower? 

Gestendo una pagina aziendale hai accesso ai cosiddetti “Insight”, dati statistici visibili ai soli amministratori. Nella sezione “persone” puoi scoprire dei dati molto importanti per conoscere il tuo pubblico: il loro sesso, l’età, il luogo di residenza, la lingua parlata ed altro ancora che ti sarà utile per definire un piano editoriale.

Instagram, il social scelto dai giovani

L’età media su Instagram, social network appartenente al gruppo Meta Inc. dal 2012, è in media più bassa rispetto a quella di Facebook. La maggior parte degli utenti ha infatti un’età inferiore ai 35 anni. Soprattutto con l’introduzione di stories e reels, Instagram riesce a coinvolgere tanto i propri iscritti, da contare un tempo medio di 53 minuti al giorno per utente. In Italia sono circa 25 milioni gli iscritti con una percentuale maggiore di donne rispetto agli uomini.

Si può vendere su Instagram? È il luogo giusto per promuovere la mia azienda? 

Anche in questo caso dipende dal prodotto/servizio che offro e, soprattutto, dal pubblico a cui miro. Sono tanti i brand che spingono su Instagram e che, grazie alle collaborazioni con influencer, stanno avendo un grande successo in termini di impatto.

Anche su Instagram è possibile conoscere dettagli preziosi sui followers della nostra pagina. Basterà andare sul profilo, entrare nella sezione “Insights” per scoprire ad esempio fascia d’età, luoghi di residenza e periodo di maggiore attività, che sarà centrale per conoscere giorni e momenti più idonei per postare.

Twitter, il posto giusto per vendere?

Twitter nasce nel 2006 ed è un servizio di notizie e microblogging in continuo aggiornamento. Le opinioni sull’utilizzo di Twitter per il business sono molte e discordanti. In primis, quello che forse tiene lontane le aziende dalla piattaforma è il mito del tempo: Twitter è in continuo aggiornamento, in contrasto con risorse e tempi aziendali.

Basti pensare alla “rivoluzione” avvenuta nel 2017 con l’aumento dei caratteri a disposizione dei tweet da 140 a 280, probabilmente per mettersi al riparo dall’esodo che stava subendo. E l’altra, più recente, di attivare i Twitter Spaces, canali aziendali per condividere contenuti di valore e connettersi con il proprio pubblico.

L’utente medio italiano, se ne contano 2,8 milioni a netta maggioranza maschile, usa Twitter per restare connesso con il mondo e informato su politica, satira, sport o qualsiasi altro interesse, anche di nicchia.

La mia azienda dovrebbe aprire l’account Twitter? 

Dipende da cosa si vuole promuovere e se si hanno le capacità per “stare” sulla piattaforma rispettando le sue regole non scritte. 

Si può vendere su Twitter? 

Sì, e sono tanti i brand che stanno investendo in campagne adv. Ma è una sfida più ardua che su Facebook o Instagram perché è necessario stare al passo con le notizie più attuali.

LinkedIn, il social dei professionisti

LinkedIn è una piattaforma nata nel 2003 ed è un servizio web di rete sociale, pensata per il network professionale. In Italia si contano circa 15 milioni di utenti ed è utilizzato principalmente per lo sviluppo dei contatti professionali e nella diffusione di contenuti specifici relativi al mercato del lavoro.

Si predilige un linguaggio specialistico e tecnico. LinkedIn è, dopo Facebook, Instagram e YouTube, la piattaforma su cui l’utente passa più tempo. È il canale ideale per promuovere il proprio business o per cercare nuovi collaboratori con offerte di lavoro. Elemento centrale è la cura della cerchia di collegamenti e la reputazione personale.

Anche in questo caso, posso scoprire chi sono i follower della mia pagina aziendale? E visto che LinkedIn è un social legato al mondo del lavoro, avere dei dati supplementari su località, funzione lavorativa, settore e anzianità? La risposta è sì! Gestendo una pagina aziendale hai accesso alla sezione “Analisi”, in cui sono presenti non solo le risposte alle precedenti domande sui follower ma anche dati importanti sui visitatori della pagina aziendali, e sui competitor.

YouTube, l’intrattenimento con i video

Sia per anzianità che per utenti attivi, YouTube è la piattaforma social video per eccellenza, ma non solo! È il secondo motore di ricerca al mondo, ed è collegato a Google, che ne è proprietario.

Alcuni numeri: due miliardi di utenti attivi al mondo, oltre un miliardo di ore sono visualizzate ogni giorno prevalentemente da mobile, 40 milioni di utenti attivi in Italia, 42% dei quali tra i 19 e 44 anni, la stragrande maggioranza dichiara di scoprire nuovi brand o prodotti grazie alla piattaforma.

YouTube è il futuro dell’intrattenimento. Sebbene produrre video di qualità possa richiedere risorse in termini di tempo e denaro, i video possono risultare molto utili per pubblicizzare la propria azienda. Ed è per questo che il business non può ignorare le statistiche messe a disposizione dalla piattaforma.

Come fare? Il fine ultimo per il follower del canale aziendale è far visualizzare più secondi/minuti del tuo video, spingendolo a diventare un “subscriber”, cioè un fruitore primario dei contenuti con l’attivazione delle notifiche. In questo modo si verrà a creare un “database” di follower che possiamo utilizzare per le strategie marketing e di advertising.

Tik Tok, l’ultimo arrivato

Con un bacino di utenza composto da giovanissimi tra i 10 e i 18 anni, su Tik Tok l’intrattenimento fa rima con video. Tik Tok è un social network cinese lanciato nel settembre 2016. Attraverso l’app, gli utenti possono creare brevi clip musicali di durata variabile tra i 15 e i 60 secondi ed eventualmente modificare la velocità di riproduzione, aggiungere filtri ed effetti particolari.

Nell’ultimo anno in Italia ha avuto una crescita esponenziale (+333%) arrivando a circa 6,5 milioni di utenti con un altissimo livello di engagement. E secondo la succitata ricerca, prenderà il sopravvento su tutti gli altri social ponendosi come valida alternativa anche per la monetizzazione delle campagne.

Per una comunicazione efficace su Tik Tok, un brand deve adeguarsi a un linguaggio molto giovane e restare al passo con le “challenge” di tendenza.

Perchè TikTok

Conclusioni

Resta sempre valido il discorso fatto in apertura e cioè prima di investire energie e risorse su qualsiasi nuova piattaforma, bisogna chiedersi se su quella piattaforma si trova il mio pubblico, o potenziale, e se sia possibile produrre contenuti in linea con la piattaforma, senza snaturare la propria filosofia aziendale.


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